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Medjugorje in pellegrinaggio

Andare in pellegrinaggio a Medjugorje significa rispondere a un dono sorprendente manifestatosi dal 1981: la presenza quotidiana della Vergine Maria. Certamente ciascuno può portare tante motivazioni personali, tuttavia vi sono alcune luci fondamentali che la Madonna ha acceso in questo luogo attraverso la sua presenza e i suoi messaggi. A Medjugorje si riscopre l’importanza della preghiera. Il materno, accorato, incessante richiamo della Beata Vergine alla necessità per ogni cristiano di pregare di più, di pregare meglio, di aprire totalmente il cuore a Dio, lasciandosi guidare dallo Spirito, fa capire quanto sia urgente e indispensabile per l’umanità di oggi ritornare a pregare veramente.

La Rusconi Viaggi proseguirà anche per il 2019 e nel 2020 nella programmazione di pellegrinaggi sia in aereo che in pullman verso questa località con lo stile e lo spirito con cui dal 1983 ad oggi ha accompagnato molte migliaia di fedeli ogni anno. Qui sotto potrai trovare le nostre proposte per Medjugorje in aereo e in pullman. Cliccale per consultare tutte le date di partenza.

Voli su Mostar
Pellegrinaggi a Medjugorje di 4 giorni con voli speciali su Mostar con accompagnatore.
4 giorni
di Gruppo
Voli su Mostar
Pellegrinaggi a Medjugorje di 2 giorni con voli speciali su Mostar con accompagnatore.
2 giorni
di Gruppo
In Pullman

Medjugorje pullman €375 €275

Pellegrinaggi a Medjugorje con bus GT dal Nord Italia con accompagnatore.
4 o 5 giorni
di Gruppo

Medjugorje

Medjugorje è un luogo speciale, che attira pellegrini da ogni parte del mondo; è un nome che, da anni, interpella semplici fedeli e autorità ecclesiali, scienziati e uomini di cultura, persone del popolo e facoltosi imprenditori. A Medjugorje ci vanno molti credenti, ma anche tanti curiosi e, perfino, alcuni che si dicono scettici. Anche numerosi personaggi del mondo dello spettacolo e dello sport si sono recati a Medjugorje e non pochi di essi hanno dichiarato di averne tratto profondo giovamento spirituale.
Di fatto, non c’è, oggi, al mondo un luogo di devozione mariana capace di provocare le coscienze quanto questo piccolo villaggio della Bosnia Erzegovina, che appartiene alla diocesi di Mostar, da cui dista circa 25 chilometri. E non c’è santuario dove si possano vedere tanti giovani come qui: provenienti da ogni parte del globo, si raccolgono in preghiera, si mettono in fila per le confessioni o in adorazione del Santissimo Sacramento.

Le prime apparizioni

Le prime apparizioni della Gospa (“Signora”, in lingua croata) iniziarono il 24 giugno 1981. Sei i giovani veggenti: Ivanka Ivankovic, Mirjana Dragicevic, Vicka Ivankovic, Ivan Dragicevic, Marija Pavlovic e Jakov Colo. Attualmente i sei veggenti continuano a riferire apparizioni, ma con cadenze differenziate: quotidiane quelle di Vicka, Marija e Ivan; ogni secondo giorno del mese Mirjana; una volta l’anno Ivanka e Jacov. Dal 1981 a oggi la fama di questo luogo si è diffusa in tutto il mondo, generando un flusso di pellegrini che non ha smesso di arrestarsi benché, ad oggi, la Chiesa cattolica ancora non si sia pronunciata ufficialmente sulla veridicità delle apparizioni. Dal 2010 al 2014 una commissione internazionale, istituita dalla Santa Sede e guidata dal cardinale Camillo Ruini, ha esaminato la questione e consegnato un dossier alla Congregazione per la dottrina della fede; ad oggi i risultati non sono stati resi noti ufficialmente. Nel 2017 Papa Francesco ha inviato a Medjugorje un delegato papale, il vescovo polacco Henryk Hoser, con l’incarico di curare gli aspetti pastorali, ovvero che sia garantita un’adeguata assistenza spirituale ai pellegrini e il Santo Padre il 12/05/2019 ha autorizzato ufficialmente l’organizzazione di pellegrinaggi da parte delle parrocchie e delle diocesi.

Cosa offre Medjugorje

Il paradosso è che Medjugorje non offre particolari bellezze naturali: la zona è piuttosto brulla e selvaggia. Ma chi viene a Medjugorje non cerca panorami mozzafiato o alberghi di lusso, bensì un’esperienza di fede, un’occasione per ritrovare la Pace del Cuore, una possibilità per rileggere la propria vita e ripartire con una nuova energia spirituale. Nonostante la Chiesa non abbia avvallato ufficialmente le apparizioni, è indubbio che, dal 1981 a oggi, migliaia e migliaia di persone abbiano ricevuto a Medjugorje grazie speciali sia per il corpo che, soprattutto, per lo spirito. Non si contano le conversioni personali, le vocazioni religiose o sacerdotali sbocciate, i matrimoni rinsaldati e i frutti di carità che hanno preso il via da un’esperienza di preghiera vissuta a Medjugorje: non pochi vescovi e cardinali l’hanno pubblicamente attestato. Tre i luoghi principali che i pellegrini visitano abitualmente. Il primo è la parrocchia, fondata nel 1892, dedicata a san Giacomo apostolo e da sempre affidata ai francescani. Dietro la chiesa (troppo piccola per il fiume di fedeli che in molti mesi all’anno la invade) è stata realizzata una grande spianata per le celebrazioni all’aperto. Il secondo luogo caro alla devozione dei fedeli è il Podbrdo, ossia la collina rocciosa dove sono avvenute le prime apparizioni, in un luogo sopra la frazione di Bijakovici, dove abitavano i veggenti. Da allora è sempre frequentato di giorno (ma spesso anche di notte) da pellegrini in preghiera e in meditazione. Ai piedi del Podbrdo si trova la Croce blu, posta nel 1985 ad indicare il luogo dove spesso, il lunedì e il venerdì sera, si incontra e prega il gruppo di preghiera di Ivan, al quale poi appare la Madonna e dove avviene l’apparizione mensile a Mirjana, una dei sei veggenti. Il terzo luogo è il Križevac, il monte più alto di Medjugorje, sul quale il 15 marzo 1934 i fedeli della parrocchia hanno costruito una croce di cemento armato alta quasi nove metri, a ricordo del 1900° anniversario della morte di Gesù (Anno Santo della Redenzione). I fedeli, in gruppi e individualmente, salendo sul monte pregano meditando le tappe della Via Crucis, immedesimandosi con Cristo nella salita verso il Calvario. Nei primi anni le stazioni erano segnate con croci in legno; dal 1988 accanto alle croci sono stati eretti dei rilievi in bronzo che rappresentano le stazioni della Via Crucis.

La proposta di Rusconi Viaggi

Proprio per la sua straordinaria notorietà e il fascino che esercita su molti, credenti e non, Medjugorje è un luogo nel quale – più che altrove – è forte la tentazione di cercare “segni straordinari” a ogni costo e la curiosità, talora morbosa, nei confronti dei veggenti. Rischi che aumentano nel caso di pellegrinaggi “fai da te” o senza una adeguata preparazione alle spalle. Forte di una tradizione ultratrentennale, la Rusconi Viaggi (primo tour operator italiano ad aver aperto i suoi servizi a Medjugorje nel lontano 1983) offre ai suoi pellegrini una proposta assolutamente particolare, volta a mettere ciascuno in condizione di poter vivere al meglio il pellegrinaggio come autentica esperienza di fede e di genuina devozione a Maria. A tal fine viene garantita una confortevole sistemazione alberghiera, peraltro senza alcuna concessione al lusso; gli hotel selezionati sono tutti a pochi minuti a piedi dal santuario, per offrire ai fedeli la più ampia e agevole possibilità di partecipare ai vari momenti di preghiera.
Nel corso del soggiorno la Rusconi Viaggi, con l’aiuto di accompagnatori spirituali e di sacerdoti particolarmente preparati, propone ai fedeli la partecipazione ai momenti liturgici, alle adorazioni serali, particolarmente intense, agli incontri con i frati francescani, la salita al Podbrdo e al Krizevac, lungo il percorso della Via Crucis. Inoltre organizza, compatibilmente con la disponibilità degli stessi, incontri con i veggenti per poter ascoltare la loro testimonianza dalla viva voce dei protagonisti. Infine, sono previsti, nel corso della permanenza a Medjugorje alcuni incontri con realtà caritative e di solidarietà germinate dal carisma di Medjugorje. Tra queste, il Villaggio della Madre, fondato da padre Slavko Barbaric e specializzato nell’accoglienza e cura di bambini abbandonati e orfani, di ragazze-madri e di ex tossicodipendenti; la Comunità il Cenacolo di Suor Elvira a Bijacovici, aperta nel 1991 dove molti giovani si sono liberati dalla droga e la Comunità della famiglia ferita, gestita da suor Cornelia Kordic, che la fondò, insieme con la sorella Josipa, durante la guerra dei Balcani.

Informazioni utili

Paese
Bosnia Erzegovina
Documento richiesto
Carta d'identità o passaporto entrambi con validità residua di almeno 3 mesi dalla data di rientro del viaggio.
Lingua parlata
Croato
Valuta
Marco Bosniaco (L'Euro è comunemente accettato)