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Scoprire la Terra Santa

Terra Santa è il nome della regione racchiusa tra il Mar Mediterraneo e il fiume Giordano che comprende Israele e Palestina. L’aggettivo Santa rivela quanto questa zona sia intrisa di un forte significato spirituale per gli ebrei, per i cristiani e per i musulmani. Gli ebrei la considerano la Terra Promessa che ospita le città sante di Gerusalemme e di Hebron; per i cristiani è la terra in cui Gesù è nato, morto e risorto e qui si trovano Betlemme, Gerusalemme e Nazareth; per i musulmani, infine, è la terra in cui il profeta Maometto atterrò al termine di un viaggio soprannaturale dalla Mecca in ascensione al Cielo, dopo aver sorvolato l’Inferno e visitato il Paradiso.

La Terra Santa è una meta come non ne esistono altre al mondo, un luogo che riconduce alla sorgente della fede e dove sembra ancora di poter condividere lo stesso antico respiro dei Patriarchi, dei Profeti e di Gesù stesso. Ma è anche un territorio ricco dal punto di vista paesaggistico, archeologico, storico e culturale, in cui la giovane e multietnica Tel Aviv, che ha meno di un secolo di storia, colpisce e affascina per il netto contrasto con realtà che di anni alle spalle ne contano tremila, come Gerusalemme, la città dell’incontro, l’ombelico del mondo.

Per questo motivo le visite in Terra Santa, sotto forma di pellegrinaggio o di tour culturale alla scoperta dell’antica regione, continuano a crescere nonostante le complesse dinamiche geopolitiche: nel primo trimestre del 2018 sono circa un milione i turisti che hanno toccato questa terra, il 30% in più rispetto allo stesso periodo del 2017 e il 58% in più rispetto al 2016. A dimostrazione che questo angolo di mondo che non trova pace tra i popoli che lo abitano è ancora in grado di riunire a sé i cuori di milioni di persone.

Clima

Israele può essere visitato in ogni periodo dell’anno, ma dal punto di vista climatico, i periodi migliori sono primavera e autunno, quando le temperature sono miti. Anche novembre e marzo sono mesi gradevoli, nonostante qualche pioggia. Le estati sono piuttosto calde e gli inverni rigidi.

Abbigliamento

Per la visita dei luoghi di culto sia per gli uomini che per le donne è richiesto che gambe e braccia siano coperte e che gli abiti non siano scollati. Sono consigliati pantaloni lunghi e camicie o t-shirt che coprano le spalle o in alternativa un ampio foulard da indossare all’occorrenza. Non è necessario per le donne coprire la testa con il velo. Scarpe e abiti devono essere comodi e traspiranti, in materiali tecnici o in fibre naturali, perché durante le visite si cammina molto ed è facile accaldarsi. Durante la giornata le temperature possono variare molto, il consiglio è dunque di vestirsi “a cipolla”. Occhiali da sole, cappello, crema solare sono da mettere in valigia. Così come una felpa o un maglioncino per la sera e per luoghi, come Gerusalemme, che si trovano in collina.

L'esperienza nel Kibbutz

“Il kibbutz è una sorta di laboratorio dove tutto è concentrato: amore, morte, solitudine, nostalgia, desiderio, desolazione. E mi dà lo spunto per raccontare l’umanità: quel continuo tendere gli uni verso gli altri – come le celebri dita di Dio e di Adamo nella Cappella Sistina – senza mai riuscire a toccarsi. È dal kibbutz che attinge la mia scrittura”, rivela il famoso scrittore israeliano Amos Oz.

Il primo kibbutz risale al 1910 e fu fondato da un gruppo di ebrei europei spinti dal sogno di costruire un sistema sociale basato sul collettivismo e la comunione dei beni. Uguaglianza, lavoro collettivo, baratto erano le parole d’ordine della vita in kibbutz. Niente denaro. Da quel primo insediamento sulle sponde del lago di Tiberiade nacquero molti altri kibbutz e ancora oggi questo modello di società è diffuso in Israele e conta migliaia di aderenti. La vita in kibbutz oggi è molto cambiata rispetto al passato. È meno severa, tollera la proprietà privata entro certi limiti, riconosce un salario a chi lavora. I suoi abitanti però continuano a dividersi la responsabilità verso chi è in difficoltà, verso gli anziani o i disabili. Nessuno possiede un’auto personale, non si pagano affitto, luce e gas, l’istruzione (compresa quella universitaria) è accessibile a tutti, così come la sanità. Si mangia in una mensa comune e si utilizza una sola lavanderia; l’intera economia del kibbutz e gestita attraverso i fondi raccolti in una cassa collettiva che serve a soddisfare i bisogni e i costi della vita di tutti. Visitando Israele è possibile fare tappa e/o soggiornare in kibbutz, scopri i programmi dei nostri tour culturali e dei nostri pellegrinaggi in Terra Santa.