Top
 

Le testimonianze

In questa pagina vogliamo raccogliere le testimonianze di coloro che hanno vissuto e raccontato l’esperienza significativa della conversione. Storie che riteniamo di particolare rilievo che meritano un’attenzione speciale.
Sono testimonianze di vita ma, anche e soprattutto, racconti di conversione alla Fede da persone delle più varie esperienze e condizioni di vita. Alcune di queste persone a loro volta hanno sentito forte la chiamata a condividere e poter trasmettere a tutti questa esperienza e sono diventati nostri preziosi collaboratori.

Molte testimonianze sono legate al Santuario di Medjugorje ed alcune sono particolarmente significative perché portate da amici che frequentano questo luogo Santo fin dai primi anni delle Apparizioni.

La testimonianza di Gianfranco

Mi chiamo Gianfranco e ho 65 anni.

Ho lavorato in banca per 25 anni sino a quando nel 2010 ho chiesto di rimanere a casa, approfittando dei pre-pensionamenti, per accudire mio padre che era malato da alcuni anni.
Papà e mamma, in particolare quest’ultima, mi hanno insegnato ad amare Gesu’ attraverso la preghiera.
Sin da piccolo avvertivo nel mio cuore come una fiammella che ardeva e che nel tempo l’ho percepita come la mia anima, come una parte di Dio in me. In quell’anno, a luglio, muore mio padre lasciandomi un bellissimo ricordo mentre spirava.
Dopo mesi di sacrifici io e mia moglie Renata decidiamo di fare una vacanza e nel mese di agosto ci rechiamo in Spagna per un soggiorno di sette notti. Sul volo di ritorno Renata avverte i sintomi della febbre alta e giunti a casa, consultata la guardia medica notturna, decidono di ricoverarla in ospedale. Il medico di turno mi avverte che le condizioni generali della paziente sono gravi e che attendevano gli esami di laboratorio per capire di cosa si trattava. Renata aveva contratto la legionella, malattia grave che se non scoperta per tempo e curata, le avrebbe procurato la morte. Un fatto strano è accaduto la notte stessa ed è mia moglie che me lo ha raccontato. Nel sonno e con la febbre oltre ai 40° sogna un frate di grossa corporatura (che lei ha associato alla figura di Padre Pio a cui è devota sin da piccola) che la fa rotolare giù per un dirupo tenendola abbracciata forte a sè. Il giorno dopo Renata era sfebbrata. Morto mio padre a luglio, stava per morirmi la moglie ad agosto, a settembre decido di andare a Medjugorje. Non conoscevo quel luogo e tanto meno ne avevo sentito parlare se non da mio padre e mia madre che ci erano stati dopo aver visitato Lourdes, Fatima e la Terra Santa. E’ stata come una chiamata inconscia ma io dovevo andare laggiù. Parto così a settembre da solo (mia moglie era ancora debilitata) con un pullman della Rusconi Viaggi. Giunsi a Medjugorje la sera tardi dopo aver viaggiato e pregato tanto assieme ad altri pellegrini e al sacerdote che faceva da guida spirituale. Non avevo ancora realizzato quale era lo scopo del pellegrinaggio, sapevo solo che una “forza” mi stava guidando in quel paesino lontano da casa. La mattina seguente salimmo sul Podbrodo, la Collina delle Apparizioni ma in tutta sincerità non avvertii nessuna sensazione particolare. Il giorno dopo salimmo sul Krizevac, il Monte della Croce.
Giunti in cima, dopo aver fatto una bellissima Via Crucis, mi appoggiai in preghiera alla croce bianca in cemento e, in quegli istanti, avvenne la mia conversione. Iniziai a piangere a dirotto. Non la smettevo più. Sentivo battermi le spalle in segno di conforto da parte di qualcuno che mi passava accanto e aveva compassione di me. Subito non mi sono posto il perché di quel pianto. La risposta avvenne qualche ora più tardi. Nella mia mente e nel mio cuore ho avvertito come una “voce” che mi diceva “ti sono perdonati i tuoi peccati, cambia la tua vita”. Mi sono sentito amato di un Amore con A maiuscola.
Al mio ritorno dal pellegrinaggio ero euforico, pieno di gioia che volevo trasmettere al prossimo a cominciare dai miei familiari che avevano visto un padre ed un marito “nuovo”. Mi sono detto che non era giusto tenere solo per me il grande dono che avevo ricevuto, mi sarebbe piaciuto fare l’accompagnatore e portare più pellegrini possibile in quel luogo santo affinchè anche loro possano trovare la loro “conversione del cuore”. Tramite un’accompagnatrice ho conosciuto Eliseo Rusconi al quale ho manifestato il mio desiderio. Ricordo che mi rispose “se la Madonna lo vorrà”. E così è stato. Ho iniziato ad accompagnare i gruppi, facendo così diversi pellegrinaggi nell’arco di un anno. Poi i pellegrini sono diminuiti ed ora vado in quel luogo a “ricaricare le batterie” grazie alla Rusconi Viaggi una/due volte l’anno. Durante il pellegrinaggio chiedo alla Madonna di riempire le mie parole di quello che Lei vuol trasmettere a chi viene a Medjugorje, specie se è la prima volta.
Ho conosciuto persone che mi hanno arricchito spiritualmente ed altre che mi hanno ringraziato per quello che sono riuscito a trasmettere loro. Per me questo donare amore l’un l’altro è ciò che mi gratifica. E’ mettere in pratica il Comandamento “ama il tuo Dio e ama il prossimo come te stesso”.

Gianfranco.