POLONIA

«La misericordia è la dimensione indispensabile dell'amore, è come il suo secondo nome...» (Papa Giovanni Paolo II)

Perchè andare in pellegrinaggio in Polonia

Un pellegrinaggio in Polonia rappresenta un’occasione preziosa per conoscere un Paese dalla peculiare (se non unica) storia cattolica. Un Paese che ha dato al mondo figure di santità straordinarie quali, tra gli altri, suor Faustina Kowalska, padre Massimiliano Kolbe e don Jerzy Popieluszko. A differenza della vicina Germania (in prevalenza protestante) e della confinante Russia (di confessione ortodossa), la Polonia è da lungo tempo un Paese profondamente cattolico, con oltre il 90% dei cittadini battezzati. Una terra che, non a caso, è nota in tutto il mondo per il santuario mariano di Czestochowa e per il suo figlio più significativo: san Giovanni Paolo II, indubbiamente uno dei Papi più amati del XX secolo.

La proposta Rusconi Viaggi

Le tappe del pellegrinaggio nella terra di Karol Wojtyla che la Rusconi suggerisce rappresentano i luoghi più importanti del cristianesimo in Polonia, oltre che quelli più significativi della vita di Giovanni Paolo II: Wadowice il suo paese natale, il santuario di Jasna Gora a Czestochowa, dove egli si recava spesso durante la giovinezza, la città di Cracovia, dove fu vescovo per molti anni e il Santuario della Divina Misericordia da lui fortemente voluto.
Completano il pellegrinaggio la visita al lager di Oswiecim-Auschwitz e la tappa di Wielicza, famosa per le sue miniere di salgemma.
Cracovia
È una delle più belle città della Polonia: vi si possono visitare il castello reale di Wawel e la bellissima Piazza del Mercato; particolarmente interessante una passeggiata nel quartiere di Kazimierz che per secoli ha ospitato la più grande comunità ebraica della Polonia: al suo interno si trovano sette sinagoghe tra cui la Vecchia Sinagoga, la prima costruita in Polonia (oggi museo) e la Sinagoga Remuh, l’unica in funzione.
A circa 50 chilometri da Cracovia c’è Wadowice, la cittadina natale di San Giovanni Paolo: oggi ospita il nuovo museo della sua casa natale e la chiesa settecentesca dove fu battezzato.
Il Santuario della Divina Misericordia
Indubbiamente uno dei luoghi di pellegrinaggio più importanti a Cracovia, è legato al culto di Santa Suor Faustina Elena Kowalska (1905-1938) che visse i cinque anni più importanti della sua vita spirituale nel convento della Congregazione delle Suore della Beata Vergine Maria della Misericordia. Oggi il Santuario, consacrato da Giovanni Paolo II, è un grande centro di culto. Giovanni Paolo II lo ha visitato tre volte ed è stato lui a consacrarlo, affidando nel 2002 il mondo intero, e la nuova basilica sorta all’interno del complesso, alla Divina Misericordia.
Czestochowa
Come detto, Czestochowa rappresenta un po’ la capitale spirituale della Polonia, meta di pellegrinaggi da tutto il Paese e simbolo del cattolicesimo polacco. Lì si erge il Santuario della Madonna Nera, dove si venera la famosa icona in ebano con l’immagine di Maria ormai celebre in ogni parte del mondo.
Auschwitz
Auschwitz (Oswiecim in lingua polacca) si trova a 45 chilometri ad ovest di Cracovia, ed è lì che ha trovato sede il famoso campo di concentramento nazista, il più ampio e tragicamente efficiente tra quelli realizzati dal regime. Da allora Auschwitz è passato alla storia come icona della shoa e, di riflesso, del male assoluto.
Le miniere di sale di Wielicza
È uno dei più popolari luoghi turistici polacchi: dichiarata patrimonio dell’umanità dall’Unesco, è visitata da oltre un milione di persone all’anno.

Mille (e più) anni di cattolicesimo

La storia cristiana della Polonia iniziò il 14 aprile 966, quando il duca Mieszko ricevette il battesimo e spinse l’intera nazione a fare lo stesso. Ripercorrendo gli ultimi secoli, non va dimenticato, inoltre, che polacco era il re Giovanni III Sobieski, il quale – alla testa di un esercito composto di connazionali, austriaci e tedeschi – sconfisse nel 1683 i turchi durante l’assedio di Vienna, impedendo un’invasione musulmana dell’Europa. Un’altra data di importanza capitale è il 1920, allorché, nella celebre battaglia di Varsavia, la Polonia, da poco tornata indipendente dopo oltre un secolo di dominazione straniera, riuscì a sconfiggere le armate bolsceviche, evitando così che venisse “esportato” il comunismo nel resto dell’Europa.
La Polonia non poté celebrare l’anniversario dei primi mille anni di storia cattolica, caduto nel 1966, in quanto ancora sotto gli artigli del regime comunista: alle solennità dalla Chiesa vennero contrapposte dalle autorità manifestazioni ufficiali a carattere totalmente laico. Paolo VI aveva persino accarezzato il sogno di andarci la notte di Natale, ma non se ne fece nulla. Ben diverso il clima nel 2016, quando il Paese, finalmente libero, potuto rievocare solennemente quell’importante data. Riaffermando con orgoglio la “Polonia semper fidelis”, come recitavano spesso gli striscioni innalzati dai polacchi in piazza San Pietro, in molte occasioni, durante il lungo pontificato di Karol Wojtyla.

Papa Wojtyla e la Polonia

È grazie a Karol Wojtyla se la Polonia in anni recenti è salita agli onori della cronaca mondiale: non è un caso, fra l’altro, che nell’arco di pochi decenni, il Paese sia stato scelto come sede per la Giornata mondiale della gioventù (1991 e 2016), la prima volta su decisione di Giovanni Paolo II, la seconda in sua memoria.
Eletto Papa nell’ottobre 1978, nel giugno dell’anno successivo era tornato come «figlio di quella terra»: dieci milioni di polacchi di ogni estrazione sociale (operai, minatori, studenti, intellettuali, contadini, religiosi…) accorsero ad ascoltarlo, anche a costo lunghe ore di cammino a piedi, a Varsavia, a Czestochowa, a Wadowice, ad Auschwitz e a Cracovia. Quel viaggio, di fatto, ha segnato l’inizio del crollo del sistema di potere di stampo comunista: nell’agosto 1980 a Danzica nascerà Solidarnosc, il primo sindacato libero in un paese del blocco sovietico; nove anni dopo, il 4 giugno 1989, si terranno le prime elezioni libere che assegneranno ai candidati di Solidarnosc il 90% dei voti e porteranno il cattolico Tadeusz Mazowiecki ad assumere la guida del governo polacco.
Durante il suo lungo pontificato, Wojtyla tornerà in Polonia altre volte, contribuendo in maniera determinante a far conoscere al mondo non solo la storia di fede del Paese, ma anche la profonda spiritualità polacca. Uno dei segni che oggi rimangono di quest’eredità è la figura di suor Faustina Kowalska che, in quanto apostola della “Divina misericordia”, è stata canonizzata proprio da san Giovanni Paolo II e additata a modello per la Chiesa universale.

La devozione a Maria

Nel popolo polacco è particolarmente viva la devozione mariana, che trova la sua massima espressione nell’immagine della Madonna Nera di Jasna Gora. Il quadro, in origine un’icona bizantina, è dipinto su una tavola di legno e raffigura il busto della Vergine con Gesù in braccio. I due volti hanno un’espressione seria e insieme dolce; la guancia destra della Madonna è segnata da due sfregi paralleli e da un terzo che li attraversa.
La fama del santuario è cresciuta col tempo, al punto che, accanto alla chiesa originaria, fin dalla seconda metà del secolo XV venne decisa la costruzione di una chiesa gotica a tre ampie navate.
Nel 1717 il quadro miracoloso della Madonna di Jasna Góra fu incoronato col diadema papale. Col tempo, il culto della Madonna Nera si è esteso in tutto il mondo, tanto che – a partire dal secolo scorso – numerose chiese sono state a lei dedicate. Il santuario di Czestochowa nel corso degli anni è divenuto mèta costante di pellegrinaggi, uno dei principali luoghi di devozione mariana al mondo.

La fede in Polonia oggi

Certo, anche in Polonia si avverte oggi l’urto della secolarizzazione e il seducente fascino del consumismo, con tutto ciò che questo comporta nell’adesione della gente alla fede. La percentuale dei fedeli alla Messa festiva – tuttavia – si attesta attorno al 40% dei fedeli, molto minore rispetto ad alcuni decenni fa, ma di gran lunga superiore a quanto si registra nel resto dell’Europa cattolica.
Ben ramificata su tutto il territorio tramite le parrocchie, la Chiesa cattolica in Polonia rappresenta un punto di riferimento religioso, ma anche un soggetto culturale e sociale, come la storia recente ha ampiamente documentato. Nelle parrocchie polacche continuano ad essere amministrati molti sacramenti e la presenza del laicato organizzato rimane assai significativa. Analogamente, la stampa e i media cattolici hanno una risonanza notevole, così come il magistero della Chiesa cattolica in ordine alle questioni sociali e politiche ancora oggi conosce una forte incisività.

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